domenica 8 febbraio 2009

COSI E', SE VI PARE. LA VERITA' SU ELUANA. SIAMO ANDATI ALLA QUIETE (SERVIZIO di PATRIZIA PUGLIESE)

Premessa.
Un direttore deve per forza fidarsi dei suoi collaboratori i quali, ovviamente, si assumono la responsabilità di ciò che scrivono. E accertano. Personalmente.
Ho deciso quindi di pubblicare il prodotto di un servizio effettuato dalla nostra Patrizia Pugliese che ci lascia francamente senza parole.
Chi scrive è un’aspirante giornalista che ha cambiato credo. Fino ad oggi, quando si parlava o si scriveva del caso Eluana, ero piuttosto ferma nella mia convinzione di smetterla con questa agonia forzata che dura da ben diciassette anni. Si, insomma ero favorevole alla soppressione di questa ragazza. Parlo di “soppressione” come si fa con i cavalli, i maiali, le mucche, insomma, come se fosse diventata carne da macello, perché cosi è, se vi pare!
Ieri sera davanti alla clinica “La Quiete” ho dovuto azzerare la mia coscienza e di quanto letto in tutti questi giorni. Ho annullato la mia convinzione. Eluana non è il mostro atrofizzato che ci vogliono far credere, non è “legata” a nessuna macchina, respira, mangia e ha per giunta il suo ciclo mestruale! Fino a poco tempo fa, le suore di Lecco amorevolmente la portavano anche in giardino a prendere una boccata d’aria con la sedia a rotelle, anche se legata! Ovviamente non parla e non può andare al cinema ma è pur sempre viva! Le crescono i capelli, le unghie, i peli, può avere la carie ai denti… Voi, uccidereste una così, privandola dell’alimentazione?
Chi vi scrive non si era mai avvicinata, volutamente, alla Quiete; tra me e questo dolore mediatico non c’era convinzione d’intenti. Non ero capace di occuparmi di Eluana; non amo usare il mestiere dello scrivere per soppiantare tesi e teorie fasulle e strumentalizzabili.
Avevo scelto la via del silenzio, ma, adesso, vista la confusione di notizie vere o fasulle che circolano dappertutto, non si può tacere. Un uomo, durante la mia permanenza davanti alla clinica, mi ha spifferato una notizia bomba: "Eluana non viene alimentata da diversi giorni, da poche ore del suo arrivo a Udine! Dovrebbe, però esserci di guardia un carabiniere-medico, provi a chiedere!". Conosco la portata di una simile affermazione e se fosse vera, io smetterei di credere in un Paese democratico dove il malato ha una sua dignità e un suo diritto alla vita.
"Eluana ha ancora i capelli neri, le sopracciglia folte e scure di un tempo. Prima di partire per Udine pesava sui trenta chili, sì, insomma, magra. Ovviamente non è più l’Eluana di diciassette anni fa, è e gonfia in viso ed immobile. Vive anche da un punto di vista cerebrale, il suo stato dormi-veglia è regolare come tutti noi!" Chi parla è la dottoressa lombarda Antonella Vanni che ha conosciuto alcuni anni fa il padre Beppino.
"La dottoressa ha voluto tagliar corto con il padre quando questi si è rifiutato di dare alla propria figlia cure speciali o, comunque, la possibilità di una vita migliore", commenta sottovoce Giorgio Celsi, infermiere professionale che lavora presso la clinica privata Bacchi ed è uno degli aderenti al Movimento per la vita di Besana in Brianza.
Celsi, continua "Ricordo il giorno che l’hanno portata via da Lecco. Pioveva. A portarla via, quelli della Croce rossa italiana, si rende conto! L’hanno portata a morire! Hanno cercato di portarla via di nascosto. Il trasferimento è avvenuto di notte… Si rende conto? Solo i ladri, gli assassini agiscono di notte!"
Potrebbe essere una strategia politica eliminare Eluana?
Forse i malati come lei costono troppo allo Stato? E’ l’ennesima strategia politica per portare acqua al mulino di qualche partito? Supposizioni, ma molti la pensano così. Addirittura un passante mi urla contro "Vedrete, vedrete, voi giornalisti, il Beppino l’ho troviamo candidato con il Pdl per le prossime europee… Altro che radicali! Lui si è svenduto ai partiti, ha ucciso una figlia per occupare una poltrona!!"
Ma sentiamo Francesco Comelli, gastroenterologo presso l’unità ospedaliera dell’alto Friuli (Gemona e Tolmezzo) e sostenitore del Coordinamento Friulano “Per Eluana e per tutti noi”: "E’ iniziato il percorso di morte. Eluana è viva, ha bisogno solo di un luogo caldo, di un letto e va pulita, accudita e vestita! Ovviamente è una persona gravemente disabile come ce ne sono tante anche in Friuli! Io penso che il padre sia impazzito dal dolore… Non può esserci spiegazione per un tale gesto, una tale follia! Per assurdo potrebbe risvegliarsi anche domani. Ad Eluana non viene praticata nessuna terapia, i suoi organi vitali funzionano molto bene, non dipende da nessun tipo di macchine, solo un sondino che le dà da mangiare! Questa non è una terapia, questo si chiama sostentamento!"
"Al padre", secondo Tiziana Milani, una bella signora di Colloredo di Montalbano, che ha conosciuto personalmente Eluana, "manca la comprensione del dolore dell’uomo. Da fedele accetto chi non crede in Dio e rispetto la laicità di Beppino, ma come si può volere la morte di una figlia? Io ho un bambino speciale di quattro anni e mezzo, in stato vegetativo come Eluana.
Il mio bambino non parla, non sta in piedi, devo alimentarlo per bocca e non attraverso un sondino, ma, comunque, mio figlio non è indipendente, è gravemente disabile. Io amo mio figlio, lo sostengo, anche se non parla, lui mi dà molto. Le persone come mio figlio hanno bisogno di un grande sostegno emotivo. Il problema dei nostri giorni sono i tabù; quelli sessuali sono superati, oramai, oggi i veri tabù sono quelli verso la morte e la sofferenza. Sono traguardi inaccettabili, eppure riguardano tutti noi. Sono favorevole anche al testamento biologico… ma qui non c’è e non ci sarà mai. Io sono qui anche perché voglio ringraziare Berlusconi, il signor Berlusca, come, erroneamente viene chiamato… Se avessimo aspettato Veltroni…".
"Che ricordo ha di Eluana?" "Fino all’adolescenza ho vissuto a Lecco… Si andava a pattinare insieme… Dai sette fino ai tredici anni presso la parrocchia di San Francesco in viale Fratti a Lecco… Che ricordo ho? Di una bambina… Di una bambina che guarda un’altra bambina con il desiderio di divertirci, di ridere, di scherzare... Di vivere insomma."
Ai posteri l’ardua sentenza, così è se vi pare…
PATRIZIA PUGLIESE

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