giovedì 19 marzo 2009

HIGH SCHOOL MUSICAL A UDINE PER LA GIOIA DELLE RAGAZZINE

Loro l'hanno visto così

(Messaggero Veneto, 20 marzo 2009, pag. 16)

di MARIO BRANDOLIN
UDINE. Ed ecco anche a Udine, al Nuovo, in versione teatrale italiana, High School Musical , quello che molti giornali e tv considerano uno dei fenomeni più eclatanti del nostro tempo, un fenomeno planetario addirittura, un film per la tv della Walt Disney , che da quando è uscito nel 2006 ha fatto mumeri strabilianti, con oltre 250 milioni di telespettaori in tutto il mondo, due premi Emmy, il Premio della critica televisiva, 8.200.000 copie dell’album, 9 milioni di copie del Dvd , 9 milioni di libri, giochi elettronici, e via elencando... Un successo programmato a tavolino, come solo gli americani sanno fare e quelli della Disney in particolare (che non per nulla sono della Disney , una corazzata nel campo), che coniuga in un mix perfettamente dosato molti ingredienti spettacolari tipici dello show business , dalla musica orecchiabile e soprattutto ballabile in sintonia cioè con i gusti del tempo (rockettara e rap , ma con quel giusto pizzico di romanticismo trattandosi di ragazzini poco più che adolescenti), alla storia semplice e immediata, con i personaggi buoni ostacolati dai cattivi, che comunque capitolano; dai ritmi incalzanti che fermano l’attenzione alla superfice delle cose (guai stare a pensarci troppo su, ché si scoprono gli altarini) e all’esaltazione, un poco retorica, di quel sogno americano, di affermazione di sé, che è anche il tema di una delle canzoni più gettonate del musical . «Il mondo non ti accetta per quello che sei, dice la canzone, però se sai volare troverai la stella che c’è dentro di te», e via di questo passo verso una conclusione ovviamente felicie. La storia è quella di una classe di scuola superiore, New Mexico, in cui c’è il gruppo dei secchioni, quello degli sportivi e quello di chi, invece, vuole essere a tutti i costi una star . Lo schema, però, si rompe all’arrivo di una nuova studentessa assai brava e preparata, di cui si innamora il capitano della squadra di basket. A movimentare ulteriormente la vita della classe: la finale di campionato, le gare scientifiche e i provini per la parte di Giulietta e Romeo nel musical che la scuola sta preparando. E che sarà l’esca che unirà i due, dopo che entrambi hanno superato e vinto anche le altre competizioni. La versione italiana, firmata da Saverio Marconi con Federico Bellone per la Compagnia della Rancia, il team che da una ventina d’anni ha portato in copia carbone sui nostri palcoscenici tutti i grandi musicals di Broadway (a partire a Chorus Line , in questi giorni tra l’altro nuovamente a Trieste), è molto gradevole, professionalmente ineccepibile e assai ben confezionata. Tutto funziona alla grande: dagli interpreti, oltre una ventina di ragazzi davvero scatenati e contagiosi, compresi i due adulti (una divertente Clelia Piscitello, l’insegnante di teatro, e Pierluigi Gallo, il coach maschilista ma dal cuore tenerissimo) alle scene – una serie di quattro grandi armadietti da spogliaotio scolastico che, sul girevole, diventano di volta in volta l’aula di scienze, il giardino segreto dove i due si confessano l’amore, la palestra, la sala prove... –, in una girandola teatrale priva di tempi morti. Ma sono soprattutto i ragazzi, tutti con l’aria di quelli della porta accanto, a tenere alta l’attenzione, sono simpatici e teneri, oltre che bravi e convincenti, e danno a questo spettacolo la spontaneità e la freschezza – un merito non da poco di questi tempi trash di plastica televisiva! – di una partecipata recita scolastica e non scimiottesca imitazione di modelli vincenti come quelli televisivi appunto: insomma “ci sono e non ci fanno” come direbbero i ragazzi oggi. E questo il pubblico lo ha apprezzato, anche quello un poco compassato della prima, dove peraltro mancavano i teen-agers (naturali destinatari dello spettacolo) e abbondavano invece bimbetti delle elementari, massimo delle medie. Che vorrà dire? Si replica ancora stasera e domani alle 20.45, domenica in pomeridiana alle 16. Poi, martedì 24, trasferimento al Rossetti di Trieste (alle 16 e alle 20.30).

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