
Diciamocela tutta: Laura Pausini non è certo nelle nostre corde di vecchi pop-rockettari innamorati degli anni 60 e 70 (ma anche negli 80 qualcosa di buono c'è stato), ma volevamo capirci chiaro sul successo straordinario internazionale della ragazza di Faenza, cresciuta a Solarolo e ormai neanche tanto più 'pischella', avviata verso i 35 anni (passano per tutti...)
Eccoci quindi al Palaverde di Treviso, piazza su cui la bravissima Azalea di Loris Tramontin ha da tempo piantato una bandierina portandoci anche in un recentissimo passato nientemeno che gli Oasis.
Entriamo con discrezione nel tempio di basket e volley della Marca, attorniati da un pubblico di ragazzi-bene tra i 20 e i 30 anni, con assenza di giovanissime ragazzine urlanti così come di attempati signori quali noi ormai siamo.
E ci accorgiamo di assistere a un concerto godibilissimo, la cui unica pecca è rappresentata dall'acustica non certo invidiabile, ma - si sa - i palasport mica nascono per ospitare eventi musicali anche se poi, per forza di cose, lo fanno.
Laura c'è, la sua presenza scenica è notevole, la padronanza del palcoscenico impressionante, l'affiatamento con il pubblico letteralmente straordinario. I brani, che su cd ascolti in versione soft, scivolano via l'uno dopo l'altro impetuosi perché la versione che Laura vuol dare di sè e decisamente rock e ritmatissima.
Ma al disorientamento iniziale fa seguito un compiacimento sempre più diffuso.
La band la sostiene molto bene, i chitarristi 'ci sono' pure loro e pure l'impianto luci e visivo è all'altezza, con un inizio concerto davvero suggestivo dove un enorme sipario nasconde i musicisti al pubblico.
Ci siamo divertiti. E non lo sospettavamo all'inizio, tant'è che vale la pena di invitare tutti, per un necessario approfondimento del 'fenomeno Pausini' al concertone di villa Manin, sempre targato Azalea, del prossimo 27 giugno.
ALBERTO di CAPORIACCO
(abbiamo visto Laura Pausini nel suo World Tour 2009 al Palaverde di Treviso, venerdì 17 aprile 2009)

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